Quest’anno sostieni Ippoasi

 

Quest’anno sostieni Ippoasi.

Condividi il video e supporta la nostra esperienza antispecista.

Riprese e montaggio del nostro volontario Emanuele Giuliano.

Musica: Peaches – Boys wanna be her

Benvenuta, Agostina!

Giacomo racconta: “Agostina è stata comprata ad una fiera quando aveva solo pochi mesi di vita, per far contenta una bambina che desiderava tanto un animale. Ago è rimasta fino ai suoi 5 mesi in un box 3 x 3 di un maneggio, dove ci siamo conosciuti. Per serie esigenze personali la mia ragazza non aveva trovato altra soluzione che tenere i cavalli in sosta al maneggio e quando andavamo da loro, ogni giorno, passavamo anche dal box di Ago.
Ago cominciava a crescere, e alla fine i suoi “proprietari” decisero di inserirla nel circuito della vendita. Proposi quindi loro di accogliere io Ago, senza pagare per la sua vita, ovviamente. Nell’agosto 2017 Ago è arrivata da me: gli ho costruito una stalla, in un terreno di circa 45 mq. Era la prima volta che Agostina viveva fuori da un box. Abbiamo trascorso insieme centinaia di giornate, e costruito un rapporto quotidiano basato su fiducia e amicizia. Con il trascorrere del tempo, però, il terreno argilloso cominciava a cedere e a trasformarsi: nel giro di tre anni era diventato un pantano, sempre più scomodo e invalidante (negli ultimi tempi Ago affondava nel pantano fino a toccare con la pancia). Inoltre, anche se Ago non viveva più in un box, era comunque assolutamente sola, senza altri animali, tranne me, a farsi compagnia nelle notti di pioggia, nelle fredde giornate invernali o che semplicemente potessero condividere con lei il sole estivo o l’aria di primavera. Nella speranza di dare ad Ago quello che io non sono riuscito entrare in gioco voi. Io e Ago non vi ringrazieremo mai abbastanza.”

Agostina è arrivata ad Ippoasi qualche settimana fa, grazie agli sforzi e alla caparbietà di Giacomo e delle nostre compagne del Rifugio Alma Libre. Insieme abbiamo cercato una casa degna e sicura per Ago. Il suo recinto era diventato impraticabile per via del troppo fango e il terreno sul quale era situato verrà messo in vendita. Alla fine Agostina è stata accolta al rifugio. Il suo arrivo è stato un momento di infinita gioia. Non ci sono parole per descrivere la felicità di vederla scorrazzare nel grande recinto, rotolarsi nelle pozze, sdraiarsi nei giacigli di fieno. Le abbiamo immediatamente costruito un riparo, accanto a quello di Sole: lo apprezza moltissimo. Giacomo viene a trovarla ogni volta che può e si occuperà del suo mantenimento a distanza.

Benvenuta Ago!

E’ uscito il calendario di Ippoasi 2021

E’ arrivato il calendario di Ippoasi 2021! Quest’anno lo abbiamo realizzato in collaborazione con Logos Edizioni, Ciopilopi e Libri.it: 12 storie di 12 abitanti del Rifugio, ritratti apposta dall’illustratrice Alessandra Manfredi, per la rubrica scritta da Susanna Panini di Ippoasi sul giornalino gratuito per bambini Ciopilopi.

Acquistando il calendario di Ippoasi si sosterranno le spese vive del Rifugio, legate al mantenimento degli animali che lo abitano.

Di Rifugi, complicità e margini

Liberamente tratto e con citazioni da “Decolonialità e privilegio” di R. Borghi

In uno dei suoi testi, nel 1990, l’intellettuale afroamericana bell hooks affrontava il tema della marginalità. Per lei

“la marginalità è un luogo radicale di possibilità, uno spazio di resistenza. Un luogo capace di offrirci la condizione di una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi. Non si tratta di una nozione mistica di marginalità. E’ frutto di esperienze vissute.”

I rifugi antispecisti sono luoghi che r-esistono al margine di un mondo che sistematicamente smembra, umilia, dilania, ferisce, violenta, squarta, fa a pezzi i corpi animali oppressi.

Sono spazi di creazione e non di sottomissione, luoghi in cui abitare, in cui trovare il proprio posto, dove restare e non solo transitare nell’attesa di raggiungere il centro.

E’ giunto il momento di tornare a pensare e a vivere i rifugi antispecisti come interstizi politici di condivisione, di elaborazione di strategie collettive, dei contro – spazi dove poter pensare, immaginare, cercare, trovare, provare modi diversi di vivere il mondo.

Nei rifugi antispecisti l’invisibile diventa visibile: gli ingranaggi che fanno funzionare il sistema vengono resi manifesti, smascherati, esplicitati. Il margine rappresentato dalle realtà antispeciste, con i loro corpi animali resistenti ad abitarle, è il luogo dal quale contrattaccare, spazio privilegiato per l’elaborazione di micro politiche a diffusione virale.

I rifugi sono un’incarnazione pratica della resistenza.

Resistenza necessaria, che si fa prassi.

Resistenza animale, che si realizza grazie alla solidarietà e al mutuo sostegno. Resistenza collettiva, senza spazio per eroismi e personalismi.

Perché resistere, all’unisono, è l’unica cosa possibile, e per resistere è necessario sapere di non essere sole.

I rifugi sono luoghi di azione diretta. L’azione diretta è strettamente legata alle reti ma anche alle relazioni di affetto e di cura reciproca.

Al loro interno, sdoganiamo le emozioni, lasciamo circolare l’affetto e l’amore e con essi nutriamo l’azione. L’azione diretta messa in atto, quotidianamente, nei rifugi antispecisti (e non solo) è un antidoto contro la frustrazione causata dalle ingiustizie ineluttabili prodotte da un sistema che disprezziamo: un mezzo per riprenderci lo spazio che è anche nostro e ridare ossigeno a corpi e sogni di libertà.

I rifugi sono luoghi di complicità tra persone umane e non umane, di alleanze tra corpi, di condivisione di esperienze, di mutuo incoraggiamento. All’interno dei rifugi le relazioni interspecifiche si basano inevitabilmente sulla fiducia e sul consenso.

Il nostro è un invito deciso. Entrate in questi spazi. Incontriamoci lì.

Benvenuta Sole!

Benvenuta a casa, Sole.

Ti abbiamo incontrata per la prima volta all’interno di uno di quei luoghi dal mondo celati e dimenticati.
Quando abbiamo saputo che avevi vissuto per il tuo anno e mezzo di vita chiusa in un minuscolo box in cemento, al buio, nel tuo piscio e nelle tue feci, senza poter vedere mai la luce del sole, senza calpestare l’erba, senza fare i bagni di terra e fango, senza muovere le zampe, quando abbiamo capito che sei cieca a causa di tutto questo, abbiamo deciso di chiamarti Sole.
Tu vivrai. Ti bagnerà la pioggia, ti scalderà la luce. Osserverai come le stagioni cambiano, e muterai con esse.

Sole, tu vivrai per sempre. Quando ti incontriamo, incontriamo tutte le schiave prigioniere oppresse. Quelle che nascono già recluse. Quelle che vengono nutrite con scarti di pane talmente ammuffito che è blu, quelle che hanno la pelle bruciata dalle feci di gallina – le uniche compagne di detenzione. Quelle terrorizzate da ogni suono umano, quelle che non pensavamo si sarebbero fidate mai.

Sole, questo è solo l’inizio.
per te e per tutte le altre.

Sole è arrivata ad Ippoasi durante l’estate del 2020, all’età di un anno e mezzo. Viveva prigioniera in una stalla abusiva di un maneggio in disuso, totalmente sola e al buio.