Un pomeriggio di settembre, come un fulmine a ciel sereno, è arrivata una segnalazione riguardante una pecora, apparentemente in fin di vita, ritrovata a Cascina (PI) nei pressi di un fosso, dove era certamente stata abbandonata dopo aver partorito. L’abbiamo recuperata e portata al sicuro al rifugio, dove è stata visitata dai nostri veterinari di fiducia. 

Paolina, così l’abbiamo chiamata, si presentava molto magra e debilitata, con una terribile mastite, delle brutte piaghe e una probabile lussazione alla zampa anteriore. Per alcune settimane Paolina ha vissuto separata dal resto degli animali rifugiati, nella zona all’interno del pollaio che chiamiamo “ospedale”, per essere costantemente monitorata e per somministrarle le dovute cure mediche. Sin dal primo momento, nonostante le condizioni disperate, è stata toccante la sua energia di vivere: ce l’abbiamo messa tutta per sostenerla senza intimorirla, rispettandola e incoraggiandola a reagire.

Durante le settimane di degenza e quiete, Paolina si è ripresa la sua vita, il suo corpo. La mastite è passata e la zampetta migliora di giorno in giorno. Il suo esistere ad Ippoasi non sarà legato ad alcuna forma di utilizzo, mai più.

Non possiamo nemmeno immaginare tutto ciò che ha passato e che deve aver sofferto, ma sappiamo bene che d’ora in poi vivrà libera di essere sé stessa, padrona del suo tempo, in un luogo sicuro dove nessuno potrà farle del male.

Ci esplode il cuore di gioia a vederla così vitale e combattiva. Ci ritroviamo a pensare alla bruttezza del mondo, e alle persone come Paolina, quelle che ancora regalano un senso, con il loro coraggio e la loro apparentemente silenziosa resistenza.

In nome di Paolina e di ogni animale umano e non umano oppresso, oggi e sempre: CONTRO OGNI ALLEVAMENTO E CONTRO OGNI SCHIAVITU’

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