“Restare a contatto con il problema richiede la capacità di generare parentele di natura imprevista. Questo significa aprirsi a collaborazioni e combinazioni inaspettate, essere pronti a far parte di caldi cumuli di compost. Con-diveniamo insieme, gli uni con gli altri, oppure non diveniamo affatto. Questa semiotica materiale è sempre situata, in qualche luogo e in nessun luogo, è interconnessa e terrena.”
Donna Haraway
Proprio dalla terra partiremo in questo laboratorio a metà tra arteterapia e land art: compostando(ci) con altro da noi proveremo a raccontare la nostra storia e a collocarla in una cornice più ampia, insieme ad altre storie che pure attendono di essere create ed intrecciate.
🐙L’ispirazione nasce da Chthulucene , fondamentale testo di Donna Haraway che ci invita a ‘restare a contatto con il problema’, cioè il pianeta vivente danneggiato da tutto ciò che è Uomo, Eroe, Capitale.
Raccontare storie è sicuramente uno dei modi per restare a contatto con il problema: storie altre, emancipate dall’eccezionalismo (e dunque anche dallo specismo), storie di norma espulse dalla Storia antropocentrica.
🐽Lo spazio del nostro incontro è Ippoasi, rifugio di animali liberə: quella che Haraway definirebbe una ‘comunità del Compost’: “le Comunità del Compost sono aperte e ospitali, coltivano parentele queer, realizzano il Comune. Compost è il contrario di accumulazione.”
Insomma, il posto ideale dove ‘mondeggiare’, cioè mettere in discussione lo status quo e dimostrare che un altro modo di stare al mondo è possibile.
🔮Il tempo sarà quello del qui e ora, ‘ricco di eredità, di ricordi, e pieno di arrivi, un modo di nutrire ciò che potrebbe ancora succedere’: alterneremo momenti di introspezione e lavoro individuale a momenti di condivisione libera.
🖼️Creeremo un’immagine/racconto che somiglierà un po’ ad un sistema di pianeti mandalici e alla fine ci porteremo via un pezzetto di questa narrazione intima e collettiva insieme.
🟣Il laboratorio è adatto a un gruppo di minimo 5 e massimo 10 persone. Non sono richieste particolari competenze artistiche e troverai già pronti i materiali da utilizzare, per la maggior parte naturali e di recupero.
🟣Il contributo richiesto è di 15€ + offerta libera per il rifugio: al termine dell’incontro chi vorrà potrà dare una mano per il turno pomeridiano di volontariato (e conoscere o riconoscere le persone che lo abitano)
Che fai, vieni? LET’S STAY TOGETHER WITH THE TROUBLE!
Iscrizioni a info@ippoasi.org
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Ma cos’è l’arteterapia?
Un modo di contattare i propri vissuti e le proprie emozioni in un setting protetto e sicuro: attraverso l’uso dei materiali, il processo creativo e la relazione con l’arteterapeuta e con il gruppo si può trovare sollievo in momenti stressanti o critici, ma anche conoscersi meglio, regalarsi dei momenti di creatività in una quotidianità un po’ monotona, facilitare una trasformazione personale.
Stefania De Cristofaro è arteterapeuta socia Apiart n°549 e certificata ai sensi della norma UNI 11592 da FAC al n.326639.
Le piace definirsi ‘operatrice creattiva’ perché usa la creatività per lavorare su se stessa, affiancare le persone in percorsi terapeutici e contribuire attivamente alle cause in cui crede.
Altre info: www.vitacreattiva.it
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