Questa mattina Gorgo si è addormentato tra le nostre braccia, i nostri baci e le nostre carezze.
Nel giaciglio intorno a lui c’erano Bonito, Grigio, Sole e gli altri animali. Ad un certo punto Desmond si è accoccolato contro la sua schiena per vegliarlo, e non ha lasciato che gli si avvicinasse nessuno: Ercolino, Margherita, Agostina…
Se ne va un pezzo di storia, un pilastro, un profeta.
Gorgo ha cambiato le nostre vite tutte, ci ha insegnato che un mondo diverso è possibile, che la libertà esiste, eccome se esiste.
Nei suoi più di dieci anni di vita Gorgo ha toccato i cuore di decine di migliaia di persone di tutto il mondo.
Si fidava ciecamente di noi, perché mai nella sua lunga vita ha subito violenza o sopruso alcuno da parte della specie umana.
Gorgo ci ha dato la forza, la gioia, la fiducia necessarie per resistere sempre, nonostante tutto e tutt*.
Gorgo non ha fatto altro che crescere sé stesso, un maiale come potrebbero essere tutt* gli altri se solo smettessimo di considerarli collettivamente come corpi che non contano.
E infatti, come una doccia fredda, arriva ogni volta il momento in cui torniamo alla realtà: per il mondo fuori, per la società in cui viviamo, il corpo del nostro compagno Gorgo non è altro che un “rifiuto speciale” da smaltire, è una carcassa che vale poche centinaia di euro, che viene caricata su un camion e trasportata dove verrà cremata.
Non possiamo piangere il nostro amico, perché il nostro amico è un maiale in un mondo in cui i maiali nascono per essere mangiati.
Fa ancora un po’ male pensare a tutti i ricordi insieme ma siamo sicure che la maggior parte di voi ne conservi almeno uno.
Noi non dimenticheremo mai il suo muso paffuto, lo sguardo beato mentre decine di bimb* lo coccolano con i grattini sulla pancia, la sua delicatezza nel ricevere dalle nostre mani la frutta succosa.
Le corse allegre quando gridavamo il suo nome perché era pronto da mangiare, i bagni nella pozza di fango e il suo buffo scrollarsi, la sua schiena e il suo incedere a tentoni a causa dell’artrosi.
La lunga coda e le sue orecchie gigantesche, la meravigliosa amicizia con il maialino Bonito, le discussioni con Peppa, Alfred e Cara.
Il saluto che per lunghi anni, ogni mattina, si scambiava con il cavallo Mirtillo, la sua pazienza con le capre e le pecore che lo circondavano nei momenti delle integrazioni.
Come si fa a descrivere una vita intera attraverso un post su un social media? Non si può, ci si prova solamente.
Gorgo, noi non ci arrenderemo mai, fino all’ultimo respiro.
Grazie a Saverio e Maurizio di Sarzana e a Maria Concetta di Murano per aver sostenuto Gorgo in questi anni attraverso l’adozione a distanza.
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