“L’affermazione “i maiali non esistono” […] può suonare strana e bizzarra (non avrebbe però sorpreso il filosofo Jacques Derrida), ma rappresenta invece un fatto oggettivo riguardo ai maiali, per tutta una serie di motivi, tra cui la pressoché totale mancanza di conoscenza al di fuori del loro sfruttamento e della loro oppressione, quali produttori obbligati di carne. Infatti, la raccolta d’informazioni su questi animali incappa ogni volta in una prospettiva zootecnica che nulla ha a che vedere con una libera conoscenza dei maiali, basata invece su una prospettiva etologica dove a emergere sia la soggettività e non le esigenze di allevatori e consumatori. Ed è proprio quando tu rifiuti questa idea di animali come dispensa alimentare per umani che ritorni a vedere, anche attraverso una prospettiva biologica, la loro reale natura e la loro vibrante Animalità.
Convivere con un gruppo familiare di maiali, come accade a chi scrive, nello specifico con cinque sorelle (Eos, Rhea, Artemide, Pandora e Astrea), provenienti da un sequestro che le ha sottratte a un allevamento illegale e in generale allo specismo, ti permette di conoscerle nel quotidiano non solo come specie, ma come soggettività, ognuna di loro con un proprio dialogo con il mondo, con propri comportamenti, proprie espressioni. Liberare gli (altri) animali dall’oppressione, dalla sofferenza, significa anche liberare la loro conoscenza, una conoscenza libera da antropocentrismi e specismi” (De Giorgio, 2021)

In foto: Wasabi.

Wasabi ha un carattere estremamente docile e timido e difficilmente si lascia far avvicinare, salvo in rari momenti di affettuosità.
A differenza della maialina Sole — una delle ultime arrivate al Rifugio — che nonostante la sua piccola stazza sa come farsi rispettare, Wasabi è sempre in difficoltà quando c’è da buttarsi nella mischia durante pappa maiali e affrontare i suoi compagni di specie ben più grossi di lui.

Quando lo vediamo nell’angolino in attesa del momento propizio per avvicinarsi alle mangiatoie, cerchiamo ogni volta di spronarlo mostrandogli la via meno affollata.
Tuttavia non sempre siamo in grado di resistere alla sua dolcezza e quindi capita di farci corrompere e lanciargli un pezzo di peperone, ovvero uno dei suoi cibi preferiti.

Questo è solo un esempio e una piccola parte di quello che noi volontarie viviamo tutti i giorni ad Ippoasi, in qualità di osservatrici privilegiate dell’intelligenza e della complessità di queste meravigliose creature.

Questo, da un lato, ci rende orgogliose del nostro lavoro ma dall’altro ci porta a riflettere sui miliardi di maiali che “non esistono” e ai quali è negata la possibilità di vivere una vita felice, seguendo la loro personalità, i loro istinti e bisogni etologici.

Per venire a conoscere la gang dei maiali prenotatevi per una visita guidata all’indirizzo visite@ippoasi.org.

Per contribuire al mantenimento degli abitanti di Ippoasi scriveteci a adozioni@ippoasi.org

Fonti:
De Giorgio, F. (2021). I maiali non esistono. Axolotl (Numero 1 – Maiali), p. 23-28

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