Volati sul ponte

 

Abbiamo deciso di dedicare una pagina anche a tutti quegli animali che sono arrivati ad Ippoasi ma che purtroppo ci hanno lasciati.

HELENA - 01/06/2012       CHIARA - 01/06/2012          SARA - 16/04/2013

 

VALENTINA - 25/03/2013      ANAM – 05/05/2013       AURORA- 12/05/2013

SERENA - 24/12/2013


DESDEMONA – 22/01/2013

Mona ha deciso di salire sul ponte…. grazie straordinaria amica per aver voluto condividere un pezzo di strada con noi, grazie per averci insegnato cosa sia il rispetto, la serenità e la gioia di saper apprezzare quello che la vita ci riserva. Buon viaggio ♥

 

 

 


STE (nella foto al centro) - 25/01/2013


PIERINO Pierino, era una delle due capre maschio di colore bianco, assieme a Sogno, arrivate al rifugio quando avevano pochi mesi e salvati da un’animalista di Como, a cui sono stati regalati da un allevatore perchè uno dei due (Sogno) era rachitico.  Pierino era stato chiamato così per il suo carattere assolutamente intraprendente, che spesso però lo ha cacciato nei guai. E’ stata la prima capra del gregge che ha deciso di farsi toccare dagli essere umani (va in estasi per i grattini!), anzi, cerca per primo dientrare in relazione e questo lo sta insegnando anche alle altre capre, primo fra tutti suo fratello, che invece ha un carattere molto più timido.


PETER Montone nato ad Aprile 2011. E’ stato trovato da una volontaria del gattile “Gli Aristogatti” di Empoli. Era rimasto senza mamma ed il pastore ha accettato di darlo via essendo per lui solo un peso senza valore. Aveva 5 giorni e lo stavano allattando con il latte di mucca, il quale gli aveva già provocato gravi infezioni. Laura lo ha raccolto, portato dal veterinario, svezzato con il latte apposito e tenuto a casa finché non ha contattato l’Ippoasi che ha accettato di accoglierlo nel gregge che già ospitava. Appena arrivato, con collare e guinzaglio come un cagnolino, era un po’ spaesato (aveva dormito fino ad allora nel letto) ma dopo mezza giornata era già entusiasta del suo stato di “pecora”, perché adora andare a brucare dappertutto: era un gran golosone!


NESTORE Cane bassethound, viveva in un appartamento senza la compagnia di altri amici cani, e soffriva di solitudine. Ogni volta che i compagni umani uscivano per lavoro lasciandolo solo, abbaiava tutto il tempo infastidendo “ovviamente” i vicini. Dopo che questi un giorno hanno chiamato i Carabinieri, i compagni umani hanno ceduto e ci hanno chiesto di ospitarlo ad Ippoasi.

SHEEBA. Classica storia. Anatra “buona solo per il brodo”, dicevano. E invece per fortuna un nostro volontario l’ha salvata dalle mani della zia. Ed eccola qui, Sheeba, anatra dolcissima dagli occhi di ghiaccio, “buona” per essere una devota compagna di Carlotta, “buona” per farsi lunghi bagni nell’acqua, “buona” per vivere la sua, propria vita.


DIDDI  Grande amico di Brio, cavallo dal cuore d’oro e dagli occhi dolcissimi. Anch’egli portava con se i segni della reclusione nei box del maneggio e presentava la stessa sindrome respiratoria del più anziano amico. Nato nel lontano 1986, Diddi è stato salvato dal mondo delle corse, che ha purtroppo segnato il suo fisico ed ha contribuito ad aggravare le sue condizioni di salute…l’artrosi che lo ha fortemente debilitato negli ultimi 5 mesi di vita è tipica dell’anzianità, ma sicuramente se non avesse dovuto saltare quegli inutili ostacoli non sarebbe stata di un’entità così forte da non essere possibile sostenerla…

Diddi ci ha lasciati il 10 maggio 2016, dopo 5 mesi di pazienti cure da parte di tutti i volontari e lasciando a Ippoasi un enorme vuoto.

MARGHERITA, IRIS e NUVOLETTA sono tre piccole galline che provenivano, da un piccolo pollaio casalingo, scampate dal solito triste destino: la pentola. Giunte a Ippoasi hanno subito fatto amicizia con le altre compagne e compagni, però avevano una piccola particolarità: non disdegnavano nemmeno la compagnia degli abitanti umani del rifugio, ai quali adorano becchettare i pantaloni, le gambe o le scarpe, quasi come a dar loro dei dolcissimi bacini! Il loro becco era decisamente sbeccato, e dimostrava così la loro triste provenienza: un allevamento intensivo, dove è pratica comune tagliare il becco alle galline per evitare che possano uccidersi a causa dello stress che sono costrette a vivere tra quelle quattro mura. Purtroppo, com’è abbastanza comune quando le galline provengono da questi ambienti, il loro fisico era molto fragile e infatti sono morte tutte nella primavera del 2016, al compimento del loro secondo anno di vita circa, Iris all’improvviso, mentre Margherita e Nuvoletta dopo alcune difficoltà fisiche che sono sopraggiunte e alle quali i volontari hanno cercato di porre rimedio.

MARGHERITA

IRIS

NUVOLETTA

GINA. Fortissima gallinella dal carattere davvero intraprendente. La sua storia è davvero miracolosa: scampata dall’attacco di un cane, la compagna umana di quest’ultimo l’ha curata ed accudita fino a che Gina non si è ripresa. Fin tanto che Gina si trovava a casa della sua amata “infermiera”, aveva atteggiamenti davvero molto teneri nei confronti di quest’ultima, ma una volta giunta a Ippoasi…si teneva ben alla larga da ogni abitante umano del grande recinto! Adorava scorazzare in lungo ed in largo, ed è sempre stata in prima linea quando si tratta di combinare qualche marachella…la sua piccola ma importante presenza ci mancherà moltissimo.

LELE. Figlio di Lolita, ha avuto una insolita fortuna: crescere con le amorevoli cure della sua mamma. Questa particolarità, che dovrebbe essere naturale ed ovvia per un cucciolo, non è così ovvia e scontata per tutti quegli animali che nascono negli allevamenti e che vengono precocemente allontanati dalla madre. Lui ha potuto imparare tutto ciò che la madre aveva da insegnargli ed infatti è cresciuto sano, forte e indipendente! Purtroppo nella primavera 2016 ci ha salutati…qualche alimento non identitificato ha fermentato nel suo rumine, causandone la morte :(

SUSINA. E’ arrivata a Ippoasi dopo 3 giorni dell’arrivo di Biagia, con la quale è cresciuta assieme. Erano nominate lo Ying e lo Yang di Ippoasi: sempre insieme, bianca e nera…è stato molto bello vederle crescere. Però purtroppo Susina all’età di un anno e mezzo ci ha salutati…aveva un’ernia diaframmale che non ha dato segni della sua presenza se non alla fine, quando ha causato la morte della nostra dolcissima amica il 29 giugno 2016. La ricorderemo sempre proprio per questa caratteristica, la dolcezza e la tenerezza che contraddistinguevano il suo sguardo.

SESAMO ha avuto la fortuna di nascere in un contesto di libertà e di avere al suo fianco la propria madre, dalla quale ha potuto imparare come vivere. Purtroppo, però, dai genitori ha preso anche il patrimonio genetico, frutto delle continue modifiche fatte dall’uomo, per cui il suo corpo è cresciuto a dismisura causandogli gravi difficoltà nella deambulazione. A seguito di tutto ciò Sesamo ha dovuto subire un’operazione, la cui degenza ha avuto delle complicazioni che lo hanno condotto al decesso. La sua storia ci dimostra quanto l’uomo, con le sue interferenze, continui a rovinare corpi e vite di esseri viventi che sarebbero naturalmente perfetti.

DULCITA ha avuto la fortuna di giungere ad Ippoasi grazie alla sensibilità di alcuni appartenenti ad un Gas  di Livorno, i quali si sono rifiutati di saperla macellata dal piccolo allevatore che la sfruttava per le sue uova. Nell’ultimo periodo la nostra amica gallina ha perso repentinamente molto peso, facendoci preoccupare, tanto che l’abbiamo subito sottoposta ad analisi del sangue dalle quali, purtroppo, non è risultato alcun indizio che abbia potuto portare a capire che cosa le causasse il forte indebolimento fisico. Quando infine ha smesso di mangiare da sola è stata alimentata artificialmente per diversi giorni. Nonostante l’amore, la pazienza e le cure con i quali è stata seguita, purtroppo Dulcita non è riuscita a riprendersi e ci ha salutati, lasciando un piccolo grande vuoto in tutti noi. :(

COSCIALUNGA era stato portato alla Fattoria della Pace da un amico che lo aveva salvato da un allevamento presente in un centro per persone diversamente abili. Ad Ippoasi era diventato papà di Melissa, Sesamo, Girasole e Papavero. Nel pollaio ippoasiano si è sempre distinto per le sue dimensioni, decisamente troppo grandi per un gallo “naturale”. Galli di queste dimensioni non possono sopravvivere in salute a lungo perché le loro zampe non riescono a sostenere il gran peso del corpo, ma nell’industria avicola questo poco importa visto che questi individui non devono vivere a lungo. A tre mesi raggiungono infatti il peso “ideale” per il consumatore finale e vengono barbaramente macellati.
Coscialunga invece ha vissuto 4 anni (non tanti se paragonati alle galline selvatiche, che possono vivere anche 15 anni) in completa libertà, potendo esprimere liberamente il suo carattere, buffo e impacciato in ogni cosa che faceva. Ha avuto la fortuna di poter intrecciare liberamente relazioni positive con altre galline e galli e di crescere in un ambiente libero e sereno. Purtroppo si è sviluppato un ascesso nella sua bocca che non è regredito. Abbiamo dovuto operarlo perché gli stava ostruendo la trachea e Coscialunga non respirava più bene. Il rischio che correva era di morire soffocato. Sapevamo che l’operazione era delicatissima, vista la posizione di tale ascesso, però era questione di vita o di morte e non potevamo fare altrimenti.
Purtroppo Coscialunga non ce l’ha fatta e ci ha salutati 2 giorni fa, poco dopo essersi risvegliato dall’anestesia. Lo ricorderemo sempre come il pagliaccio del pollaio, l’individuo che più ci faceva ridere, e ci mancherà tantissimo. :(

PAOLA, candida dolcissima gallina, proveniva da un grosso gruppo di pulcini che nel 2009 l’associazione Vita da cani Onlus era riuscita a farsi affidare da un laboratorio di ricerca. Era quindi scampata alla vivisezione, perché in soprannumero rispetto alle esigenze dei vivisettori (i quali hanno la possibilità, per legge, di dare in affidamento gli animali usati per la ricerca anziché sopprimerli, abominio che invece avviene nella maggior parte dei casi). Paola ha trascorso questi ultimi anni sperimentando finalmente che cosa fossero la libertà e la possibilità di esprimersi in tutti i propri bisogni. Ogni giorno ha toccato la terra e annusato l’aria, mangiato cibo sano e stretto relazioni sociali con i suoi simili: ecco come ogni individuo dovrebbe poter condurre la propria esistenza! Paola ci ha lasciati nell’ottobre del 2016, in quanto molto anziana: avevamo già notato diverse difficoltà nella deambulazione e non abbiamo potuto fare altrimenti che augurarle un buon viaggio sul ponte. :(

SOGNO. Sogno era una capra rachitica di 7 anni. Questa sua particolarità gli ha conferito fin dalla nascita una corporatura piuttosto debole: ossa deformi ed evidente magrezza. Arrivò al rifugio assieme a suo fratello Pierino, anch’egli con rachitismo.
La sua vita al Santuario è sempre stata molto serena, con il suo forte carattere Sogno si è sempre fatto valere e ha sempre affrontato ogni difficoltà che la malattia gli presentasse sulla strada.
Purtroppo però il suo fisico non ha mai eguagliato il suo carattere e  nonostante l’enorme forza che lui ci dimostrava ogni giorno, il suo corpo ha iniziato seriamente a cedere. In particolar modo nell’ultimo mese di vita le zampe non hanno potuto più sostenerlo…come accadde 3 anni prima a suo fratello Pierino.
E come 3 anni prima con Pierino, anche prima della sua scomparsa abbiamo dato un sostegno speciale a Sogno per aiutarlo a stare in piedi, cosa che non riusciva più a fare in autonomia: il carrellino costruito apposta per il fratello. Purtroppo, dopo pochissimi giorni il suo corpo non ha più retto e piano piano, dolcemente, si è spento nel suo giaciglio di fieno. Da pochi giorni era stato inserito nel pollaio ippoasiano per poterlo seguire al meglio e per dargli una condizione di vita più riparata e accogliente possibile. All’interno di questo luogo Sogno aveva la possibilità di stare in piedi utilizzando il carrellino e di mangiare così in una posizione eretta. E’ stato seguito con amore nei suoi ultimi giorni di vita dai volontari e dalle volontarie che lo hanno sostenuto in questo momento particolare. Sogno non ha mai avuto grandi difficoltà nella vita libera a Ippoasi ma anzi, nel gruppo delle capre era diventato un vero e proprio punto di riferimento. La sua tenacia e la sua forza sono e saranno per sempre un esempio per tutti e tutte noi, che lo ricorderemo sempre con grandissimo amore.

EMMA è arrivata alla Fattoria della Pace dopo essere scampata alla fine che avrebbe fatto in un piccolo pollaio casalingo. Insieme alle compagne Pia e Lia ha trascorso una vita splendida al rifugio, in libertà nel grande e spazioso pollaio dove ha potuto scorrazzare ed esprimersi in tutte le sue particolarità e trovando soddisfatta ogni sua esigenza. Emma purtroppo da qualche giorno era poco vitale ed una mattina di primavera l’abbiamo trovata senza vita. Un pensiero andrà sempre a lei, fortunata e splendida amica libera.

LUNA  è nata nel 1995 ma è arrivata alla Fattoria della Pace nel lontano 2009, insieme con la sua compagna Terra, da un allevamento di mucche posto sotto sequestro dalla LAV di Chieti. Luna e Terra avevano vissuto tutta la loro vita legate a catena per le corna, chiuse in una stalla. L’assuefazione alla prigionia era talmente insita in loro che il momento della liberazione fu enormemente traumatico: ogni cosa che si muoveva le spaventava a morte, persino il vento. Ci vollero circa due anni per completare la riabilitazione di due individui così straziati e annichiliti. Con il tempo e l’amore, Luna si abituò al contatto con gli altri animali, imparò che gli umani non sono tutti uguali e accettò di rilassarsi e godersi una vita degna di chiamarsi in tale maniera. Nell’arco degli 8 anni seguenti, più di 10.000 umani hanno incontrato Luna, l’hanno accarezzata alla spalla e si sono fatte baciare dalla sua lingua ruvida. Molte tra queste persone, toccate profondamente da un’esperienza così intensa, hanno fatto riflessioni che le hanno portate a smettere di cibarsi di altri animali e dei loro derivati, rivoluzionando così le proprie esistenze, ma anche quelle altrui. Luna è stata accudita tenacemente dalle volontarie e dai volontari del rifugio fino alla veneranda età di 22 anni. Impossibilitata ad alzarsi da sola negli ultimi mesi di vita veniva sollevata con un argano di ferro che in circa 5 minuti la rimetteva in piedi, pronta a camminare e condurre la propria normale esistenza. Purtroppo è giunto il giorno in cui il suo corpo ha ceduto e la sua forza vitale ha smesso di farsi sentire: il momento dell’addio era arrivato. Luna lascerà un vuoto incolmabile nei nostri cuori e in quelli delle migliaia di persone che ha coinvolto, con la sua luce interiore, la sua incredibile dolcezza e il suo sguardo spiazzante. Luna è stata un miracolo e vivrà per sempre in tutte e tutti noi. 

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